Si parva licet componere magnis...

Coaguli emozionali attaccati alle pareti della stanza. Si sciolgono in grumi che vanno facendosi sempre più piccoli, correndo fino a toccare terra. Di loro rimangono strisce cangianti sui muri. Mi è stato chiesto di smettere di osservarle, ma anche se chiudo gli occhi si sono impresse nella mente. Colori stinti nell'affetto, seccati sulla carta ondeggiante. Hanno rivelato troppa acqua, poca presa e pennellate incerte. Assorbiti dal bianco, sono riusciti a sovrapporsi ed a lottare per emergere nella superficie candida. Grovigli cromatici, fusi insieme senza tuttavia soccombere. Non credo sarà necessario ridipingere se mi aiuti a pulire un po'. Potremmo far entrare l'estate dalla finestra, ridere delle caleidoscopiche tinte. Innamorarci degli arancio e dei verde erba. Tranquillizzare la voce in uno sfondo di blu. Confessarci nelle nuance purpuree dei tramonti. Non smettere neanche quando la notte ci sorprenderà col suo nero più paralizzante.
All'alba gialla chiara potremo ritrovarci entrambi in un impronta dimenticata su un vetro.


