Lo sguardo non si legge, il bacio non si scrive, l'amore non si vede...

Il est aussi facile de tromper soi-meme sans s'en apercevoir, qu'il est difficile de tromper les autres sans qu'ils s'en aperçoivent...

Warm Light On Wednesday

Rocky Votolato - White Daisy Passing

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étouffer

Counting Down The Days - Natalie Imbruglia 

 

“Sono partito perché mi sentivo un essere che nascondeva dentro di sé una perdita, una scomparsa nella quale si rispecchiava il proprio, personale, annientamento. Volevo vivere, essere in mezzo agli altri, ma come attraverso un letargo invisibile. Comunque sono partito, di notte, in treno, verso il Nord.

[…] e io pensavo che la vera guerra era quella che scoppiava tra le persone che si amano, era il nostro incontrarci dopo mesi e faticare a ritrovare i gesti e le parole di un tempo, era la ferocia di un tentativo di sopprimerci reciprocamente per poter continuare ad amarci. Puoi ricordarlo, ora, ovunque tu sia?”

Pier Vittorio Tondelli

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Trovami Un Modo Semplice Per Uscirne

Heroes - David Bowie

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Sapevi di Maggio.

Ti avrei mangiato il cuore tra gli alberi di fichi, carichi come le donne al mercato della domenica.

Mi aggrappavo ai tuoi fianchi stretti per non farti volar via e il vento mi tirava la gonna dispettoso.

Ma tu riuscivi a scrivermi l’amore sul ginocchio, fermi a un semaforo qualunque.

E non avevamo bisogno del mondo e delle ore, ci mancavano solo i denti da affondare nella vita.

 

Sparisti di Luglio.

Divenni l’estranea col gatto e il mondo prese a girare nella direzione opposta.

 

Senza virgole a far ombra sul sole, giaci con la giovinezza di lato.

Sulla porta di casa, l’ultimo cedro da dividere per fare a meno di te.

A Pain That I'm Used To

Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l'istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva.

"Castelli di rabbia" Alessandro Baricco

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Hometown Glory - Adele 

Imparavo a staccarti dalla bocca vetri di parole.

Inconsistenti come il tuo respiro nella notte.

Cercavo le ore per comporre insieme significati nuovi, mentre giocavo con i fili leggeri delle tue ciglia, e già potevamo sentire echi rotti dal pianto che ti chiedevano di tornare da lei.

Restavo seduta dall’altro capo del letto, raccogliendo i tuoi vestiti con lo sguardo, sistemandoteli addosso come avresti fatto di lì a poco.

Sapevi addomesticare le vocali e avevi un cuore bianco, quasi fosse sempre novembre.

Avrei dovuti avvisarti di quanto facile fosse per me rinunciare a chiederti di restare, perché sapevo ricacciare indietro la vita.

Un’altra maledetta gatta randagia che mi tagliava la strada.

Everybody's Gotta Learn Sometimes

 Counting Crows "Colorblind"
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(per Marzia.
Bisogna esser disposte a far entrare la leggerezza
nelle nostre vite.
R U READY?)

Mariposa

 

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In realtà fino alle 17.30 di questo pomeriggio non avevo deciso niente.

L’idea, come dire, c’era sempre stata. Era lì sul fondo che mi faceva compagnia, si strofinava ogni tanto sulle mie gambe come fosse stata una gatta e poi la fortuna aveva finora voluto che tornasse a guardarmi coi suoi occhi gialli da lontano, ma mai abbastanza distante per me.

E’ il disordine randagio della mia testa, il panico, il vicolo cieco, l’imminente rivelazione della verità insomma che mi hanno portato qualche minuto fa a prenderla in braccio, quella creatura portatrice di sofferenza, e nel silenzio accoccolarmela sul grembo.

Ecco, penso, non ci saranno più mani, luci sull’asfalto. Non ci sarà più nulla da seguire come inquilina del vento. Non ci sarà più un posto dove nascondersi, sarà la storia del viver senza.

Che non fa mettere le mani in tasca per paura e non ti consola nel freddo inverno.

Avrò un tempo diverso, che non fa male. Farà di me farfalla di un giorno.

 

Resta ancora questo margine di foglio, dove dire: “era ancora troppo presto”.

Un quasi in parte inesistente.

 

Babele

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Rinchiudimi Novembre,

nella bara capace

a marcire lentamente.

Tornare in quel peggio mai raggiunto e inseguire nocche come dune nel deserto.

 

Traballo di vorrei, ma non sopravvivo non potendomi compiere.

Da Non Riuscire A Muoversi

Bullets - Tunng 

Questi circoli viziosi che mi girano intorno e mi fasciano stretta la testa prima ancora di rompermela.

Sono inevitabili.

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Ho iniziato un trasloco lanciando il mio cuore così lontano da oltrepassare una manica ed atterrare ad un certo punto su un’isola.

Progetto di chiamarlo a gran voce quando ci arriverò.

E vivo questi momenti in cui l’assentarsi del suo battito mi induce a intendere di esser già morta senza esserlo materialmente.

Sono in giornate malate, trascorse avvolta da maglioni di lana grandi tre volte me. Che sanno di un odore antico, di quelli che verrebbero conservati nelle teche di musei. E se mi ci stringo dentro allora potrò trovare pace e protezione da questo mondo che mi guarda sbagliare e gongola spietato.  La sicurezza lancinante di non farne parte, forse sarei dovuta vivere in un’epoca diversa e mi avrebbero classificata come una ragazza delicata e finalmente chiusa dentro un barattolo di vetro, a guardare fuori da una finestra col semplice compito di illudendomi che sia meglio di quello che é.

Quelle mani dagli schiaffi veloci mi fanno piangere, mi fanno ridere.

Tanto non ha importanza cosa, perché con l’avvenire del mio sabotarmi alla fine io cado da ogni sedia, da ogni scarpa, da ogni universo di tranquilla normalità.

Haunt You Everyday

"Winning A Battle, Losing The War" Kings of Convenience
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Aspettavo un segno che mi riportasse nei binari bianchi e asettici delle verità.

Oggi eccolo sbucare dall’armadio, così forte da bucarmi il cervello, facendomi lagrimare sangue e pece.

Non mi ero accorta di esser ferita da giorni ormai. Era nascosta la bastarda.

Dietro la schiena, allo specchio vedo lo squarcio.

Con i lembi frastagliati e le righe nere che lo attraversano alternate a fasci rosa e l’infezione gialla.

Non mostrerò il mio corpo nudo più a nessuno tanto ingenuamente come ho fatto finora.

Che stupida.

Taglierò la chioma fino alla radice e mangerò unicamente le unghie. Il mio stomaco a fine pasto rigetterà acido.

Perché quei veli lacerati promettono una lunga declinazione all’autunno crudele.

Fino a fare male.